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Il Fuoco di Sant’Antonio: domande e risposte sulla patologia

Il Fuoco di Sant’Antonio, o Herpes Zoster, è una malattia frequente e dolorosa causata dalla riattivazione del virus della varicella che può verificarsi a seguito di un declino immunitario.1 Per aiutarti a saperne di più su questa malattia e per sapere come puoi proteggerti, abbiamo risposto alle domande più frequenti.

Il Fuoco di Sant’Antonio, o Herpes Zoster, è una malattia che spesso si manifesta sotto forma di un'eruzione cutanea dolorosa, causata dalla riattivazione del virus della varicella zoster (lo stesso virus che causa la varicella).1

Conosciuto scientificamente come Herpes Zoster, questa patologia è più popolare con il nome di “Fuoco di Sant’Antonio”.
L’origine del nome è antica e si lega al nome dell’eremita Antonio, famoso per aver resistito nel deserto agli attacchi insidiosi del diavolo, riportando dolorose ustioni su tutto il corpo.
In virtù di questo episodio della sua storia, venne associato alla patologia dell’Herpes Zoster, nota per provocare un bruciore molto intenso sulla pelle.

Il Fuoco di Sant’Antonio conosciuto anche come Herpes Zoster è una malattia causata dalla riattivazione del virus della varicella.1
Il Fuoco di Sant’Antonio può svilupparsi a seguito di un declino immunitario associato all'avanzare dell’età, di patologie croniche (come diabete, BPCO, asma bronchiale, malattie cardiovascolari) e/o condizioni di immunocompromissione causate da alcune malattie (tumore, insufficienza renale cronica) o terapie.2,3,10

L'Herpes Zoster può manifestarsi con formicolio o sensazione dolorosa in una zona della pelle, mal di testa o sensazione generale di malessere. A questo può seguire un'eruzione cutanea con vescicole qualche giorno dopo, generalmente localizzato sul dorso e su un solo lato del corpo.5,6 Approfondisci quali sono i sintomi più comuni del Fuoco di Sant'Antonio.

Il Fuoco di Sant’Antonio è caratterizzato da eruzioni cutanee pruriginose che possono essere molto dolorose, limitando la qualità di vita.4
La zona interessata da tali manifestazioni è di solito concentrata in una sola metà del corpo, generalmente il tronco, ed è riconoscibile perché le vescicole ricordano quelle che si sviluppano durante la varicella.
Solitamente la persona avverte un dolore forte e bruciante.5,6
Se si presentano tali sintomi si raccomanda di rivolgersi immediatamente al proprio medico di fiducia per una diagnosi tempestiva.

Il 90% degli adulti ha già contratto il virus e potrebbe sviluppare la malattia. Il contagio da parte di un soggetto con l’Herpes Zoster può avvenire solo nei confronti di chi non ha mai contratto la varicella (esigua minoranza della popolazione adulta) e solo in particolari condizioni di stretto contatto con le vescicole del soggetto ammalato.1,5,9

Il contagio da parte di un soggetto con l’Herpes Zoster può avvenire solo nei confronti di chi non ha mai contratto la varicella (esigua minoranza della popolazione adulta) e solo in particolari condizioni di stretto contatto con le vescicole del soggetto ammalato.1,5

Il Fuoco di Sant’Antonio può durare dalle 2 alle 4 settimane. Tuttavia, vi sono delle complicanze che possono svilupparsi a seguito della malattia, come la nevralgia post erpetica, che può durare mesi o anni con un impatto negativo e disabilitante sulla qualità di vita di un individuo.1,5,6
È possibile, in genere in condizioni di immunodepressione, soffrire di due o più episodi di Herpes Zoster.5,8

Il tuo medico di fiducia è la persona che saprà indicarti il corretto trattamento in caso di Fuoco di Sant’Antonio.

No, il Fuoco di Sant’Antonio non è una malattia sessualmente trasmissibile.

In taluni casi il Fuoco di Sant’Antonio può comportare alcune complicanze, tra le quali la nevralgia post erpetica, che può durare anche mesi o anni. Meno frequenti ma altrettanto debilitanti sono la Sindrome di Ramsay Hunt, che si verifica quando l’infezione coinvolge il nervo facciale, e può causare paralisi facciale; e l’Herpes Zoster oftalmico, che può verificarsi quando l’infezione coinvolge il nervo ottico e può causare la possibile perdita della vista.6

Questa malattia colpisce più frequentemente chi soffre di patologie come diabete, tumore, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche, insufficienza renale cronica, ma anche gli immunodepressi e gli anziani. Anche chi ha già sviluppato l'Herpes Zoster può svilupparlo nuovamente 8,3,10.

Rivolgiti al tuo medico di fiducia che saprà darti le opportune indicazioni in merito.

Rivolgiti al tuo medico di fiducia che saprà darti le opportune indicazioni in merito.

Rivolgiti al tuo medico di fiducia che saprà darti le opportune indicazioni in merito.

Se pensi di avere l'Herpes Zoster, parla con il tuo medico il prima possibile.
Potrebbe prescriverti farmaci appropriati per aiutare a ridurre la gravità e la durata dei sintomi.

L'Herpes Zoster può essere prevenuto attraverso la vaccinazione.
Parla con il tuo medico per discutere le opzioni di prevenzione.

Secondo il PNPV (Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale) la vaccinazione dell'Herpes Zoster è raccomandata ed offerta gratuitamente a coloro che compiono 65 anni nell'anno in corso e agli adulti dai 18 anni d’età che presentano determinate condizioni di rischio3:
- diabete mellito
- patologia cardiovascolare, esclusa l'ipertensione isolata, previa valutazione del rischio
- BPCO e asma bronchiale
- immunodeficienza congenita/acquisita o destinati a terapia immunosoppressiva
- insufficienza renale cronica ed in dialisi
- recidive o forme particolarmente gravi di Herpes Zoster

Con l’avanzare dell’età il sistema immunitario si indebolisce, portando ad un aumento del rischio di Herpes Zoster.
Gli anziani, inoltre, sono anche a maggior rischio di complicazioni quali la nevralgia post-erpetica (PHN).8

Se non hai mai avuto la varicella, non sei a rischio di Fuoco di Sant’Antonio ma rimani a rischio di varicella.
Tuttavia, potresti non ricordare di aver avuto la varicella, il che significa che potresti essere a rischio di sviluppare l'Herpes Zoster.1,5

Se pensi di avere l'Herpes Zoster, contatta il tuo medico il prima possibile. Potrebbe prescriverti farmaci appropriati per aiutare a ridurre la gravità e la durata dei sintomi.
  1. Harpaz et al. (2008). Prevention of herpes zoster: recommendations of the Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP). MMWR Recomm Rep; 57:1-30
  2. Johnson et al. (2008). Herpes Zoster and Postherpetic Neuralgia. Drugs Aging 25, 991–1006
  3. Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale
  4. Werner RN et al. (2017). European consensus-based (S2k) Guideline on the Management of Herpes Zoster - guided by the European Dermatology Forum (EDF) in cooperation with the European Academy of Dermatology and Venereology (EADV), Part 2: Treatment. J Eur Acad Dermatol Venereol. ;31(1):20-29
  5. Società Italiana d’Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica. (2019). Vaccinarsi. Herpes Zoster. https://www.vaccinarsi.org/scienzaconoscenza/malattie-prevenibili/herpes-zoster
    Data di ultimo accesso: Agosto 2021
  6. Istituto Superiore di Sanità. (2019). Herpes Zoster. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/h/herpes-zoster#bibliografia
    Data di ultimo accesso: Agosto 2021
  7. Cohen JI. (2013) Clinical practice: Herpes zoster. N Engl J Med. ;369(3):255-263
  8. Johnson et al. (2008). Herpes Zoster and Postherpetic Neuralgia. Drugs Aging 25, 991–1006
  9. Mueller et al. (2008). Varicella Zoster Virus Infection: Clinical Features, Molecular Pathogenesis of Disease, and Latency. Neurol Clin ;26:675-697, vii
  10. Marra (2020) Risk Factors for Herpes Zoster Infection: A Meta-Analysis. Open Forum Infect Dis.;7(1): ofaa005.