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dal Fuoco
di Sant’Antonio.

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Il Fuoco di Sant’Antonio conosciuto anche come Herpes Zoster è una malattia causata dalla riattivazione del virus che causa la varicella durante l’infanzia3,4.
Questa malattia può essere causata da un declino immunitario associato all’avanzare dell’età e/o condizioni di immunocopromissione causate da alcune malattie o terapie4,5.
Il Fuoco di Sant’Antonio è caratterizzato da manifestazioni cutanee e neurologiche che possono essere molto dolorose, limitando la qualità di vita del paziente3.

È possibile prevenire il Fuoco di Sant’Antonio tramite la vaccinazione3.

Il Fuoco di Sant’Antonio, conosciuto anche come Herpes Zoster, è causato dal Virus Varicella Zoster (VZV) ed è la conseguenza della riattivazione dell’infezione da varicella avuta in precedenza3,4. Una volta conclusa l’infezione da varicella, il virus non viene eliminato dall’organismo ma rimane latente e si sposta verso le radici dei gangli dorsali, dove viene tenuto sotto controllo dal sistema immunitario3,4.

L'avanzare dell'età, la presenza di malattie concomitanti (come il diabete, BPCO e patologie cardiovascolari) e alcune condizioni di immunocompromissione possono aumentare il rischio di sviluppare la malattia7,16.

Oltre il 90% delle persone di età superiore ai 50 anni ha contratto il virus della varicella (VZV) ed è a rischio di sviluppare il Fuoco di Sant’Antonio2.
Si stima che 1 individuo su 3 svilupperà la malattia nel corso della propria vita1,2. Il rischio aumenta ad 1 individuo su 2 nei soggetti di età ≥ 85 anni3,5. In italia, l’incidenza di HZ è 6,46/1000 persone all’anno nei soggetti ≥ 50 anni d’età6. La presenza di alcune patologie croniche come il diabete, la BPCO e le patologie cardiovascolari può aumentare il rischio di sviluppare il Fuoco di Sant’Antonio o aggravarne i sintomi16.
L’incidenza è inoltre più alta nelle persone immunocompromesse a causa di certe patologie (ad es. tumori come il linfoma, HIV/AIDS) o trattamenti come la chemioterapia e la radioterapia.
Questi soggetti insieme anche ai pazienti che assumono farmaci immunosoppressori (ad esempio a seguito di trapianto d’organo o di malattie autoimmuni, inclusi i corticosteroidi ad alto dosaggio) sono a maggior rischio di sviluppare Herpes Zoster rispetto a soggetti immunocompetenti di simile età7.

In genere il Fuoco di Sant’Antonio si verifica solo una volta nella vita di un individuo, tuttavia, è possibile soffrire di due o più episodi di Herpes Zoster3,7.

Lo sapevi che?

In Italia si registrano circa 157mila casi di Fuoco di Sant’Antonio ogni anno. Dal 1999 al 2005 in Italia sono state segnalate 35.328 ospedalizzazioni, di cui la maggior parte ha riguardato persone con un’età superiore a 65 anni3.

Il dolore associato al Fuoco di Sant’Antonio può compromettere le tue attività giornaliere per settimane o più1,8.

Il Fuoco di Sant’Antonio compare prevalentemente a livello toracico, anche se ci possono essere altre localizzazioni, e nella maggior parte dei casi interessa un solo lato del corpo3. La malattia ha inizio con una fase iniziale (prodromica) pruriginosa e dolorosa, seguita dalla comparsa di vescicole piene di liquido9. Le lesioni possono continuare per circa 7 giorni, al termine dei quali si formano le croste, che spariscono in circa 2-3 settimane. Le vescicole dell’Herpes Zoster possono comparire anche sul viso, interessando l’occhio e il nervo ottico3,5.

Altri sintomi comprendono9:

  • febbre
  • mal di testa
  • bruciore

La diagnosi dell’infezione è clinica e non necessita di test di laboratorio4.

Le complicanze della malattia, molto serie e in alcuni casi fatali, sono molteplici3-4,9-10:

  • Nevralgia post-erpetica, la più comune, con un’incidenza che aumenta parallelamente con l’età: causa un dolore molto forte a livello del nervo coinvolto, che perdura per almeno 90 giorni dopo l’eruzione cutanea, e un prurito intenso; la durata della nevralgia post-erpetica è variabile da pochi mesi ad anni o, addirittura, per tutta la vita con impatto negativo e disabilitante sulla qualità della vita dell’individuo4,9
  • Sindrome di Ramsay Hunt, quando l’infezione coinvolge il nervo facciale, vicino all’orecchio. Questa sindrome può causare paralisi facciale e perdita dell’udito9,10
  • Herpes Zoster oftalmico, quando l’infezione coinvolge il nervo trigemino può verificarsi un’infiammazione del nervo ottico, glaucoma, ulcere e cicatrici sulla superficie dell’occhio. Questa complicanza può portare a perdita della vista9
  • infezione batterica delle vescicole9
  • cicatrici permanenti9
  • infiammazione di diversi distretti quali polmoni, fegato, meningi, encefalo9

I sintomi e le complicanze da Fuoco di Sant’Antonio o Herpes Zoster possono essere più severe e durature nei pazienti immunocompromessi1,5.

Il trattamento prevede la somministrazione di farmaci specifici per risolvere la sintomatologia9:

  • antivirali, per limitare la gravità dell’infezione, da iniziare entro 72 ore dall’insorgenza delle vescicole, soprattutto in caso di coinvolgimento degli occhi, sistema immunitario indebolito o eruzione molto diffusa
  • antidolorifici
  • gel a base di cloruro di alluminio per velocizzare la cicatrizzazione delle vescicole

Nella pratica clinica, il trattamento precoce con farmaci antivirali spesso non è possibile, in quanto i pazienti si presentano dal medico in ritardo, e i ritardi nella diagnosi e nell’ottenimento del trattamento necessario fanno sì che spesso quest’ultimo non venga avviato entro la finestra temporale delle 72 ore11,12.
Infatti, la gestione clinico-terapeutica del Fuoco di Sant’Antonio è complessa e spesso insoddisfacente3. Inoltre, le opzioni di trattamento disponibili per la nevralgia post-erpetica sono subottimali e spesso accompagnate da pesanti effetti collaterali11.

Vaccinazione

La prevenzione del Fuoco di Sant’Antonio può essere condotta in maniera efficace con la vaccinazione3. Per maggiori informazioni rivolgersi al proprio medico.

La vaccinazione contro il Fuoco di Sant’Antonio è raccomandata e offerta gratuitamente ai soggetti ad aumentato rischio secondo il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-19 e ai soggetti di 65 anni16.

Clicca qui per leggere
il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019

Chiedi al tuo medico maggiori informazioni sulla vaccinazione contro il Fuoco di Sant’Antonio.

Referenze